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MUSEI DI CREMONA

 

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Museo Stradivariano

Dedicato al grande liutaio cremonese Antonio Stradivari (1644-1737), il museo raccoglie una ricca collezione di strumenti ad arco e a pizzico dal XVII al XX secolo. La maggior parte del materiale proviene dalla donazione di Ignazio Alessandro Cozio (1755-1849), da Salabue e G. Fiorini. Sono esposti inoltre ricordi e cimeli di altri musicisti (Paganini, Ponchielli).

 

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Museo Civico di Storia Naturale

Il nucleo originario della sezione scientifica, come per altre sezioni del Sistema Museale della Città di Cremona, è costituito dal lascito Ala Ponzone, particolarmente interessante e di grande pregio in quanto Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone (1761-1842), ancor prima che collezionista, fu naturalista e preparatore. A questo primo nucleo si sono aggiunte, in tempi successivi, altre piccole raccolte donate prevalentemente da naturalisti locali.
Le raccolte scientifiche hanno seguito le vicissitudini del Museo Civico "Ala Ponzone" fino agli anni '50, momento in cui si decise di trasportarle nella sede di Palazzo dell'Arte dove veniva inaugurato, in concomitanza con la Settimana dei Musei il 30 ottobre 1958, il "rinnovato" Museo Civico di Storia Naturale di Cremona. Infine nel giugno del 1995, il trasferimento nell'attuale sede presso il Parco del Vecchio Passeggio. Il percorso proposto è articolato in sezioni, il cui filo conduttore, è rappresentato dalla trasformazione delle funzioni, da collezione naturalistica "a profitto degli studiosi di questa città", a istituzione che oggi si occupa della conoscenza e della conservazione del proprio territorio, maturata nel corso del tempo dal museo.
Il percorso inizia quindi con la sezione storica (costituita prevalentemente dal nucleo originario Ala Ponzone), prosegue con un passaggio sistematico attraverso le singole discipline (mineralogia, petrografia, paleontologia e zoologia, con sezione botanica nel parco), per arrivare alla lettura del nostro territorio. L'ambiente naturale ed in particolare quello urbano permettono di introdurre due temi di grande attualità applicati alla situazione locale: una innovativa rappresentazione della "città sotto sopra", e, a chiudere il percorso, una riflessione sulla conservazione della biodiversità. Presso il museo sono inoltre allestite due sale nelle quali vengono presentati gli arredi di tre antiche farmacie storiche cremonesi. Due provengono dalla città di Cremona: la Farmacia Comunale n°7, prima situata in via Robolotti e successivamente trasferita in via Manzoni, e la Farmacia Comunale n°6 prima situata in via XX Settembre ed in seguito trasferita in piazza IV Novembre. Vi è poi la Farmacia "Erba" di Soncino, una settecentesca farmacia che, grazie al dottor Tito Erba, ha arricchito il primo nucleo di farmacie storiche della città. Gli arredi, costruiti nel settecento, dopo vari passaggi di proprietà furono acquistati nel1859 dal dottor Enrico Erba i cui discendenti hanno gestito la farmacia sino al 1995.

 

Museo Civico Ala Ponzone

Nel cinquecentesco palazzo Affaitati ha sede la Pinacoteca del Museo Civico "Ala Ponzone".
Costituitasi nel corso dei secoli a partire dal Cinquecento, principalmente con le raccolte della famiglia Ponzone, legata ad uso pubblico col testamento del marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone nel 1842, ed ampliata con le opere provenienti da alcune soppresse chiese cremonesi, la raccolta di dipinti e sculture assomma oggi a più di duemila pezzi, solo in parte esposti nelle sale del Museo. La sezione dedicata al Medio Evo e al Quattrocento, con sculture, affreschi strappati, tavolette da soffitto e una ampia selezione della produzione legata alle opere dei Bembo, è allestita nella prima sala. La Galleria della pittura cremonese del Cinquecento offre una completa antologia dei pittori che documentano il passaggio dalla tradizione quattrocentesca alla maniera moderna (Boccaccino, Pedro Fernandez, Aleni e Galeazzo Campi) e l'affermazione della nuova sensibilità rinascimentale attraverso le opere di Camillo Boccaccino, di Gian Francesco Bembo e dei Campi, anticipatori della sensibilità naturalistica che approderà a Caravaggio, qui illustrato dal celebre San Francesco in meditazione. La Sala di San Domenico ospita una serie di opere provenienti dalla demolita chiesa dei frati predicatori e mostra gli apporti milanesi nella cultura locale del Seicento (Cerano, Nuvolone, Procaccini). Le sale successive sono dedicate alla natura morta cremonese, ai ritratti di casa Ponzone e alle testimonianze della pittura dei secoli XVII (Genovesino), XVIII e XIX con l'affermazione del Neoclassicismo (Diotti) e del Romanticismo (Piccio). Le ultime due sale accolgono una selezione di arti applicate (porcellane orientali, ceramiche e maioliche lombarde ed  europee, avori, smalti). Al secondo piano vi ha sede la sezione dedicata all'iconografia di Cremona, con opere legate alla storia della città e alla sua rappresentazione pittorica.
Le successive sale del piano offrono una panoramica della pittura lombarda e cremonese del secondo Ottocento (Gorra, Colombi Borde) e del Novecento (Vittori, Rizzi).
Al terzo piano è il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: vi ha sede la collezione grafica delle Raccolte museali, che assomma a circa duemila disegni e tremila stampe. Il Gabinetto possiede uno spazio espositivo e alcune stanze per la consultazione del materiale. Tra la collezione di disegni emerge il gruppo dei fogli cremonesi del Cinquecento; mentre il nucleo più interessante della raccolta di stampe è rappresentato dai circa duecento esemplari risalenti ai secoli XV-XVI.

 

Museo Berenziano

Situato all'interno del Seminario Vescovile, il museo conserva opere d'arte sacra, tra le quali si segnalano alcune icone (XV-XIX secolo) e alcune tele dell'Altobello, del Melone, del Campi, del Genovesino, di G. Gatti e di B. Passarotti. Inoltre vi sono reperti archeologici di epoca preistorica, bronzetti, medaglie e monete.

Il Museo è dedicato a Mons. Angelo Berenzi, studioso raffinato di storia locale. La collezione comprende dipinti, sculture in legno, terracotta, incisioni, una raccolta numismatica, alcune pregevoli icone di diverse epoche e numerose tele di artisti locali, quali A. Rizzi, I Camelli, R. Botti, A. Argentieri, A. Rescalli, C. Vittori. Una sezione del museo è dedicato ad oggetti di scavo e reperti di epoca preistorica. Si segnalano, inoltre, alcuni dipinti, una Natività di A. Melone, tre tavolette da soffitto di Bonifacio Bembo, due piccole tele del Genovesino, uno Sposalizio di S. Caterina di G. Gatti e un ritratto di B. Passarotti.

 

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